Spero vi piaccia
Flamenca
Era li, al centro della sua
stanza. La sua schiena bianca, poggiata al suolo, freddo e disarmante. Il suo
viso diretto verso l’alto, come a voler vedere il cielo, limpido ed azzurro. I
suoi occhi però erano chiusi, come in una prigione, che non lascia nessuna
possibilità di fuga. La stanza era cupa, seppur le tende lasciassero filtrare
un po’ di luce, di una calda mattinata estiva, che stava cominciando.
Il mondo fuori prendeva vita,
lei invece sembrava lasciarsi morire. Immobile, ferma, senza forze. Sembrava
avesse perso la volontà di lottare, e per questo preferiva abbandonarsi alla
sconfitta. Un'altra sconfitta. Disarmante, lacerante, che non la lasciava
respirare. Un'altra sconfitta!
I suoi capelli erano di un
nero intenso, con qualche ciuffo bianco, che lasciava intendere la sua vera
età, disposti in modo confuso sul pavimento. Come una medusa: stanca e battuta.
Il suo corpo nudo, non dava segnali di vita. Appariva morto, o stanco, forse
carico di alcool, o qualche droga presa durante la lunga notte precedente.
Lei, era li, immobile, ferma,
dopo un'altra sconfitta.
Tutti la conoscevano come
Flamenca. Il suo vero nome, invece era Maria. Un nome rassicurante, dolce,
tradizionalista e sereno, insomma tutto ciò che lei non era, e probabilmente
non è mai stata. Quasi un offesa, o un rimprovero che i suoi genitori le
diedero al momento della sua nascita. Eppure Flamenca da bambina era molto
timida, tranquilla e riservata. Chi l’avesse conosciuta al tempo, e rivista
oggi non l’avrebbe potuta riconosce. Oggi invece, è una donna carica di sofferenze
e dolore. Tutta questa violenza era entrata in lei, e nell’assorbirla si era
trasformata in odio, e disperazione.
Purtroppo però, le leggi dell’universo vogliono che al male ricevuto, si
risponda con il bene donato, affinchè si possa ricevere nuovo bene, e non nuovo
male.
Flamenca sembrava punita dal
Giudizio Divino, che adesso non voleva lasciarle scampo, perché al suo giungere
svela ogni cosa, punisce la menzogna ed esalta la verità. Fa crollare le illusioni,
riducendole in macerie, lasciando intatto unicamente ciò che è, e ciò che non
si può cambiare.
E per poter superare il
Giudizio, bisogna essere nella verità, e forse Flamenca, nella verità, non c’è
mai stata.
Questo silenzio cupo, e
ingombrante fu rotto da un suono acuto, di un telefono che squilla, subito
seguito da una voce di una bambina, che chiamava la sua Mamma.