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domingo, 8 de mayo de 2016

Perdendo la strada di casa


Era una giornata di fine giugno, e Luigino come spesso succedeva in quel periodo andava al mare con la sua mamma, ed il suo cagnolone Napoleone.
Faceva già molto caldo e dalle prime ore della mattina il sole picchiava forte. Luigino era già pronto con il suo costume da bagno, il secchiello con gli attrezzi ed un piccolo canotto. Sua mamma intanto era ancora impegnata nelle faccende domestiche. Nell’attesa il bambino uscì in giardino per preparare Napoleone, gli portò un po' di cibo e si assicurò che l’acqua non fosse troppo calda.
Napoleone é un San Bernardo, é molto grande, ma anche molto buono. Per lui l’estate é un po' problematica, perché a causa del suo pelo folto soffre molto il caldo. 
La sua cuccia nel giardino si trova in una zona d’ombra, e Luigino deve sempre controllare la temperatura dell’acqua, perché con il caldo si scalda troppo, ed il cagnolone non può berla.


Dopo poco tempo tutti erano pronti, caricarono il necessario in macchina e si diressero verso la spiaggia. Luigino aveva appena finito l’asilo e si preparava per il primo anno di scuola, anche se al momento pensava unicamente al mare e alle sue vacanze. 

Essendo una giornata lavorativa, la spiaggia non era piena, la mamma di Luigino sistemò l’ombrellone e tutto il necessario, mentre il bambino andò in acqua. Poco dopo furono raggiunti da delle amiche della sua mamma.

Dopo essersi bagnato più volte e aver fatto dei castelli di sabbia, Luigino chiese il permesso alla mamma per poter fare una passeggiata. Lei acconsentì, ma si preoccupò di dirgli che doveva essere accompagnato da Napoleone. Nonostante stesse dormendo, al sentire il richiamo del suo padroncino il San Bernardo si preparò alla passeggiata. Napoleone é un cane pigro, però ama molto passeggera, specie sulla spiaggia. I due camminarono a lungo sul bagno asciuga, guardando i bambini giocare, e il cane si divertiva a far spaventare i piccioni che si poggiavano sulla spiaggia.



Luigino non si era reso conto, ma erano passate già molte ore, questo gli succede spesso quando sta con il suo cane. Perde la cognizione del tempo. Si guardò alle spalle e si rese conto che si erano allontanati troppo. Cominciò a spaventarsi, pensando a sua madre che sicuramente lo stava cercando, e probabilmente lo avrebbe sgridato per averla fatta tanto preoccupare. Si guardava a destra e a sinistra, cercando la strada per il ritorno, e cominciò a capire di essersi perso. Gli entrò un senso di paura e cominciò a piangere. Napoleone capì che il bambino era molto preoccupato e cercò di consolarlo leccandoli la faccia. Mentre il piccolo era fermo, il cane prese una direzione, si voltò verso il padroncino e abbaiò per attirare l’attenzione. Napoleone sapeva molto bene quale fosse la strada per il ritorno.

Luigino seguì il suo cane, ma in quella zona non c’erano persone per poter chiedere l’indicazione, anche perché il cielo si stava rannuvolando e sembrava che potesse piovere da un momento all’altro.

Il bambino continuava a seguire il suo cane, e continuava a piangere per la paura di essersi perso. Ad ogni passo singhiozzava spaventato. In lontananza finalmente videro un pescatore, che probabilmente aveva aspettato che il cielo si rannuvolasse, per poter pescare più pesci. La spiaggia d’estate é sempre affollata di gente, e quindi i pesci difficilmente si avvicinano alla riva. Mentre con il cielo così grigio, i pesci nuotavano più tranquilli, e lui poteva pescarli più facilmente.

Quando raggiunsero il pescatore, Luigino chiede informazioni per poter tornare. Il signore fu molto gentile, gli indicò la strada, proprio quella che stava segnando Napoleone, e disse dispiaciuto al bambino, che non aveva con se il cellulare e che quindi non poteva avvisare la sua mamma.

Quando ricominciarono a seguire la strada del ritorno, cominciò a piovere, inizialmente erano piccole gocce, ma poco a poco aumentarono le dimensioni e la frequenza con cui cadevano. Luigino era triste pensando che sua mamma sicuramente si sarà preoccupata molto, e si sarà messa alla sua ricerca. E poi pensava che sicuramente si starà bagnando molto, con questa pioggia forte.

La spiaggia intanto era sempre più deserta, in lontananza si vedevano i ristoranti che chiudevano le loro finestre per non far entrare acqua, e il bambino ed il suo cane erano zuppi di acqua. Fra l’altro la sabbia così bagnata diventava più pesante, e il piccolo si stava stancando molto. Napoleone sapeva che il suo padroncino era già molto stanco, ma era importante ritornare velocemente, così cercò di convincere il piccolo a continuare a camminare.

La sera era già scesa, e mancava poco alle 9, mentre i due non avevano ancora fatto ritorno. In lontananza si poteva vedere molta gente vicino a una macchina della polizia. Luigino aveva capito che li c’era la sua mamma, che preoccupata aveva chiesto aiuto a dei poliziotti. Dun tratto si sentì un signore chiamare a Luigino, lui non lo conosceva, ma aveva capito che si trattava di un poliziotto. Così si avvicinò, ed il poliziotto dopo essersi accertato che fosse davvero il bambino che stavano cercando lo accompagnò dalla madre.

Finalmente il piccolo ed il suo cane arrivarono dalla mamma, che era spaventosissima. Dopo essersi tranquillizzato Luigino raccontò l’accaduto e di come Napoleone lo avesse aiutato a ritrovare la strada corretta.



I poliziotti si congratularono con Napoleone, e proposero a Luigino di far diventare Napoleone un cane poliziotto, perché loro hanno sempre bisogno di cani che gli possano aiutare.

Luigino pensò un pò, poi gli disse : “Napoleone é un cane che ama dormire, non si vuole stancare, ed é molto pigro. Mi ha aiutato perché ci siamo persi, ma lui vuole stare tranquillo, non vuole essere partecipe di azioni di polizia”.

Il poliziotto si mise a ridere e capì che Napoleone voleva stare con il suo padroncino, e non correre dietro a dei ladri, come fanno i cani poliziotti.


Fotografie di : Elena Shumilova







lunes, 2 de mayo de 2016

Il lupo del bosco


C'era un bambino, che ogni sabato pomeriggio attraversava il bosco per
andare a trovare i nonni che vivevano in campagna.
Lui  viveva  in  una  città molto grande, dove c'erano tanti palazzi e
tante  macchina,  e  non  poteva  giocare in giardino, come invece gli
piaceva.

La  casa  dei  nonni  invece era in campagna, c'era un giardino con un
prato grandissimo, molti animali e li il tempo era sempre bello.

Quando  era  più  piccolo  lo  accompagnava  sempre il suo papà, e gli
faceva passare il fine settimana con i nonni. Poi diventato più grande
cominció  ad  andare da solo. Tutti gli avevano detto di stare attento
durante il tragitto, di non fermarsi e di fare attenzioni agli animali
nel bosco.

Tutte le volte che attraversava il bosco, aveva paura di incontrare il
lupo,  che  si diceva che vivesse li. Lui aveva paura dei lupi, sa che
possono  essere  pericolosi, quindi tutte le volte si guardava intorno
per non incontrarlo.

Un  sabato  pomeriggio  uscì  di casa, con il suo zainetto, con dentro
tutto quello di cui aveva bisogno per il fine settimana. La mamma come
sempre si era raccomandata di avvisarla una volta che sarebbe arrivato
dai  nonni.  Il tragitto non era lungo, ma prima di uscire chiamava la
nonna,  e una volta arrivato a destinazione doveva telefonare alla sua
mamma.

Come  sempre  il  piccolo  fece  molta  attenzione  lungo il tragitto.
Sentiva  il  ciunguettio  degli  uccelli,  e  di tanto in tanto vedeva
qualche gatto dormire a bordo della strada. Quella volta però sentì un
rumore  strano, e si preoccupò. Di colpo si trovó davanti il lupo. Era
tutto grigio, e grande come un cane di grandi dimenzioni, aveva paura,
voleva scappare, ma non riusciva a muoversi.



"Ciao Bambino"

Disse  il lupo, però il bambino rimase fermo, aveva paura, poi il lupo
disse.

"Ma perché hai paura di me? Non ti ho mai fatto niente"

ed il bambino disse :

"Mi hanno detto che tu sei cattivo e mangi i bambini"

Il lupo era meravigliato e un pò dispiaciuto.

"Io  non  mangio  i bambini, a me piacerebbe avere degli amici, ma qui
tutti  pensano  che  io  sia cattivo e non si avvicinano, e sono quasi
sempre  solo  in  questo  bosco,  e  se  devo  dirti  io  ho paura dei
cacciatori, che so che vogliono farmi del male".

"Io  non  sono  un  cacciatore,  nel  mio  zainetto ho il pigiama e lo
spazzolino dei denti, non ho il fucile come i cacciatori".

"Hai visto, che allora non dobbiamo avere pauro l'uno dell'altro?"

"Che vuoi dire?" disse il bambino.

"Voglio  dire  che  tu  hai  paura di me perché dicono che mi mangio i
bambini, io ho paura di te perché penso che sei un cacciatore"

"Ma io non sono un cacciatore" insistì il bambino.

"E io non mi mangio i bambini" replicó il lupo.

"Vogliamo diventare amici?" Propose il bambino



"Certo,  mi  piacerebbe  molto.  Voglio fare un accordo con te" poi il
lupo continuó. "Io ti accompagno lungo tutto il tragitto, così nessuno
ti  darà  fastidio, e non dovrai preoccuparti degli animali del bosco,
tu invece mi porti un panino, e mi racconti di cosa fai".

I due si accordarono, e divennero amici.

Quando  il  bambino  arrivò  a  casa,  la nonna era un pò preoccupata,
perché aveva tardato più del solito, ma contenta perché lo aveva visto
arrivare,  sano  e salvo. Il piccolo gli raccontò dell'accaduto, ma la
nonna  si spaventò. Gli disse di fare attenzione al lupo, e non sapeva
se  era  un  invenzione  del  bambino  o  qualcosa  che fosse successa
davvero.

La  settimana  successiva quando la nonna vide il piccolo arrivare con
il suo amico lupo, si tranquillizzò e capì che il lupo non era cattivo
come  si  diceva,  così  decise  che  il  lupo poteva rimanere nel suo
giardino con tutti gli altri animali.

Il  lupo  ne  fu  molto  contento,  aveva  cibo tutti i giorni, e fece
amicizia  con  gli altri animali, e poi il sabato andava a prendere il
suo piccolo amico accompagnandolo per tutto il tragitto.


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