Era una giornata di fine giugno, e Luigino come spesso succedeva in quel periodo andava al mare con la sua mamma, ed il suo cagnolone Napoleone.
Faceva già molto caldo e dalle prime ore della mattina il sole picchiava forte. Luigino era già pronto con il suo costume da bagno, il secchiello con gli attrezzi ed un piccolo canotto. Sua mamma intanto era ancora impegnata nelle faccende domestiche. Nell’attesa il bambino uscì in giardino per preparare Napoleone, gli portò un po' di cibo e si assicurò che l’acqua non fosse troppo calda.
Napoleone é un San Bernardo, é molto grande, ma anche molto buono. Per lui l’estate é un po' problematica, perché a causa del suo pelo folto soffre molto il caldo.
La sua cuccia nel giardino si trova in una zona d’ombra, e Luigino deve sempre controllare la temperatura dell’acqua, perché con il caldo si scalda troppo, ed il cagnolone non può berla.
Dopo poco tempo tutti erano pronti, caricarono il necessario in macchina e si diressero verso la spiaggia. Luigino aveva appena finito l’asilo e si preparava per il primo anno di scuola, anche se al momento pensava unicamente al mare e alle sue vacanze.
Essendo una giornata lavorativa, la spiaggia non era piena, la mamma di Luigino sistemò l’ombrellone e tutto il necessario, mentre il bambino andò in acqua. Poco dopo furono raggiunti da delle amiche della sua mamma.
Dopo essersi bagnato più volte e aver fatto dei castelli di sabbia, Luigino chiese il permesso alla mamma per poter fare una passeggiata. Lei acconsentì, ma si preoccupò di dirgli che doveva essere accompagnato da Napoleone. Nonostante stesse dormendo, al sentire il richiamo del suo padroncino il San Bernardo si preparò alla passeggiata. Napoleone é un cane pigro, però ama molto passeggera, specie sulla spiaggia. I due camminarono a lungo sul bagno asciuga, guardando i bambini giocare, e il cane si divertiva a far spaventare i piccioni che si poggiavano sulla spiaggia.
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Luigino non si era reso conto, ma erano passate già molte ore, questo gli succede spesso quando sta con il suo cane. Perde la cognizione del tempo. Si guardò alle spalle e si rese conto che si erano allontanati troppo. Cominciò a spaventarsi, pensando a sua madre che sicuramente lo stava cercando, e probabilmente lo avrebbe sgridato per averla fatta tanto preoccupare. Si guardava a destra e a sinistra, cercando la strada per il ritorno, e cominciò a capire di essersi perso. Gli entrò un senso di paura e cominciò a piangere. Napoleone capì che il bambino era molto preoccupato e cercò di consolarlo leccandoli la faccia. Mentre il piccolo era fermo, il cane prese una direzione, si voltò verso il padroncino e abbaiò per attirare l’attenzione. Napoleone sapeva molto bene quale fosse la strada per il ritorno.
Luigino seguì il suo cane, ma in quella zona non c’erano persone per poter chiedere l’indicazione, anche perché il cielo si stava rannuvolando e sembrava che potesse piovere da un momento all’altro.
Il bambino continuava a seguire il suo cane, e continuava a piangere per la paura di essersi perso. Ad ogni passo singhiozzava spaventato. In lontananza finalmente videro un pescatore, che probabilmente aveva aspettato che il cielo si rannuvolasse, per poter pescare più pesci. La spiaggia d’estate é sempre affollata di gente, e quindi i pesci difficilmente si avvicinano alla riva. Mentre con il cielo così grigio, i pesci nuotavano più tranquilli, e lui poteva pescarli più facilmente.
Quando raggiunsero il pescatore, Luigino chiede informazioni per poter tornare. Il signore fu molto gentile, gli indicò la strada, proprio quella che stava segnando Napoleone, e disse dispiaciuto al bambino, che non aveva con se il cellulare e che quindi non poteva avvisare la sua mamma.
Quando ricominciarono a seguire la strada del ritorno, cominciò a piovere, inizialmente erano piccole gocce, ma poco a poco aumentarono le dimensioni e la frequenza con cui cadevano. Luigino era triste pensando che sua mamma sicuramente si sarà preoccupata molto, e si sarà messa alla sua ricerca. E poi pensava che sicuramente si starà bagnando molto, con questa pioggia forte.
La spiaggia intanto era sempre più deserta, in lontananza si vedevano i ristoranti che chiudevano le loro finestre per non far entrare acqua, e il bambino ed il suo cane erano zuppi di acqua. Fra l’altro la sabbia così bagnata diventava più pesante, e il piccolo si stava stancando molto. Napoleone sapeva che il suo padroncino era già molto stanco, ma era importante ritornare velocemente, così cercò di convincere il piccolo a continuare a camminare.
La sera era già scesa, e mancava poco alle 9, mentre i due non avevano ancora fatto ritorno. In lontananza si poteva vedere molta gente vicino a una macchina della polizia. Luigino aveva capito che li c’era la sua mamma, che preoccupata aveva chiesto aiuto a dei poliziotti. Dun tratto si sentì un signore chiamare a Luigino, lui non lo conosceva, ma aveva capito che si trattava di un poliziotto. Così si avvicinò, ed il poliziotto dopo essersi accertato che fosse davvero il bambino che stavano cercando lo accompagnò dalla madre.
Finalmente il piccolo ed il suo cane arrivarono dalla mamma, che era spaventosissima. Dopo essersi tranquillizzato Luigino raccontò l’accaduto e di come Napoleone lo avesse aiutato a ritrovare la strada corretta.
I poliziotti si congratularono con Napoleone, e proposero a Luigino di far diventare Napoleone un cane poliziotto, perché loro hanno sempre bisogno di cani che gli possano aiutare.
Luigino pensò un pò, poi gli disse : “Napoleone é un cane che ama dormire, non si vuole stancare, ed é molto pigro. Mi ha aiutato perché ci siamo persi, ma lui vuole stare tranquillo, non vuole essere partecipe di azioni di polizia”.
Il poliziotto si mise a ridere e capì che Napoleone voleva stare con il suo padroncino, e non correre dietro a dei ladri, come fanno i cani poliziotti.
Fotografie di : Elena Shumilova